"…. Frattanto Mindy si è avvicinata al posacenere per occuparsi delle spoglie della canna. Leonore capisce che Mindy ha deciso di non lasciarsi sopraffare. Le lustre gambe di Mindy avvolte nell’accappatoio sono adesso a pochi centimetri dalla faccia di Wang-Dang Lang, che è ancora seduto sulla sedia, con il naso all’altezza della vita di Mindy. Lang china gli occhi a guardarsi le scarpe, dalla suola bianca, è timido, quasi, Mindy intimidisce anche lui, nota Leonore. Mindy resuscita la canna con un grosso accendino di plastica con su scritto "QUANDO DIO FECE L’UOMO ERA STRAFATTA". Indugia, guarda la canna. Ha preso; se la porta dietro fino al letto di Sue Shaw, dove si siede, vicino a Lang all’estremità del letto si Sue. La stanza è silenziosa, a parte il baccano del party, dabbasso. Mindy si concentra sullo spino, poi indugia daccapo, poi guarda Lang e gli porge la canna."

"…. Frattanto Mindy si è avvicinata al posacenere per occuparsi delle spoglie della canna. Leonore capisce che Mindy ha deciso di non lasciarsi sopraffare. Le lustre gambe di Mindy avvolte nell’accappatoio sono adesso a pochi centimetri dalla faccia di Wang-Dang Lang, che è ancora seduto sulla sedia, con il naso all’altezza della vita di Mindy. Lang china gli occhi a guardarsi le scarpe, dalla suola bianca, è timido, quasi, Mindy intimidisce anche lui, nota Leonore. Mindy resuscita la canna con un grosso accendino di plastica con su scritto "QUANDO DIO FECE L’UOMO ERA STRAFATTA". Indugia, guarda la canna. Ha preso; se la porta dietro fino al letto di Sue Shaw, dove si siede, vicino a Lang all’estremità del letto si Sue. La stanza è silenziosa, a parte il baccano del party, dabbasso. Mindy si concentra sullo spino, poi indugia daccapo, poi guarda Lang e gli porge la canna."